La Discriminazione nello Sport

Introduzione

Lo sport è un linguaggio universale ed inclusivo, che dovrebbe essere libero da barriere culturali e linguistiche, unendo persone di diverse origini e background. Tuttavia, nonostante gli innegabili benefici per la società può accadere che forme di discriminazione persistano al suo interno.

Il fenomeno non va sottovalutato poiché la discriminazione nello sport può avere un impatto devastante sugli atleti, soprattutto sui minori, minando la loro autostima e la loro motivazione. In questo articolo, esploreremo le diverse forme di discriminazione nello sport e discuteremo le strategie per prevenirla e promuovere un ambiente sportivo inclusivo.

Le forme di discriminazione nello sport

Anche nello sport, il fenomeno discriminatorio può manifestarsi in molte forme diverse:

1. Discriminazione di genere: Le donne spesso affrontano la discriminazione nello sport, che si manifesta attraverso disparità salariali, minori opportunità di competizione e copertura mediatica insufficiente rispetto ai loro colleghi maschi.

2. Discriminazione razziale, etnica o religiosa: Gli atleti di colore o di etnie e credi religiosi minoritari possono sperimentare la discriminazione sotto forma di insulti, pregiudizi negli allenamenti e barriere nell’accesso alle competizioni.

3. Discriminazione basata sull’orientamento sessuale: Gli atleti LGBTQ+ possono sentirsi emarginati o discriminati a causa della loro identità sessuale.

4. Discriminazione per disabilità: Gli atleti con disabilità spesso lottano contro stereotipi negativi e l’accesso limitato alle strutture sportive.

La prevenzione

Prevenire la discriminazione nello sport richiede sforzi da parte di atleti, allenatori, organizzazioni sportive e spettatori. Ecco alcune strategie chiave:

1. Educazione e sensibilizzazione: Fornire formazione su questioni di discriminazione, inclusione e diversità è fondamentale per creare consapevolezza tra gli atleti, gli allenatori e i dirigenti sportivi. Questa formazione può aiutare a smantellare stereotipi e pregiudizi.

2. Politiche anti-discriminazione: Le organizzazioni sportive dovrebbero adottare politiche anti-discriminazione chiare e rigorose, con conseguenze per chi viola queste politiche. Queste politiche dovrebbero essere applicate in modo coerente a tutti i livelli del gioco.

3. Promuovere modelli positivi: Gli atleti di successo e le personalità dello sport possono svolgere un ruolo importante nel promuovere l’inclusione e nel combattere la discriminazione. Essi possono utilizzare la loro piattaforma per sensibilizzare l’opinione pubblica e ispirare gli altri.

4. Favorire la diversità nei ruoli decisionali: Le organizzazioni sportive dovrebbero impegnarsi attivamente per includere individui di diverse origini nelle posizioni decisionali. Questo contribuirà a garantire che le politiche e le decisioni prese siano rappresentative della diversità degli atleti.

5. Monitorare e riferire: Raccogliere dati sulle questioni di discriminazione nello sport è essenziale per comprendere la portata del problema e valutare l’efficacia delle misure anti-discriminazione.

Conclusione

La discriminazione nello sport è un problema persistente che richiede sforzi congiunti per essere affrontato in modo efficace. L’inclusione e la diversità dovrebbero essere valori fondamentali nello sport, e prevenire la discriminazione è un passo cruciale verso la creazione di un ambiente sportivo in cui tutti possono partecipare pienamente e senza paura di discriminazioni. Sostenendo politiche anti-discriminazione, educando e sensibilizzando gli attori sportivi e promuovendo modelli positivi, il mondo dello sport può diventare un veicolo per la promozione dell’uguaglianza e dell’inclusione nella società. A tutto questo può ti amente dare un contributo positivo e, soprattutto, concreto e strutturato, l’adozione di modelli organizzativi gestionali sportivi che includono regole tanto per la prevenzione della discriminazione quanto per la repressione del fenomeno laddove dovesse effettivamente verificarsi.

Corsi AINEVA-FORMONT 22/24

Grazie alla convenzione stipulata tra FORMONT e AINEVA, finalizzata all’organizzazione di iniziative di collaborazione negli ambiti della formazione e divulgazione in materia di nivologia, valanghe e sicurezza in ambiente montano e su terreno innevato, dalla prossima stagione invernale 2023/2024 sono in programma i seguenti corsi standard AINEVA che verranno erogati sul territorio piemontese in base alle richieste pervenute:
📌FAI LA TUA TRACCIA – Modulo 1c
📌OSSERVATORE NIVOLOGICO – Modulo 2a
📌OPERATORE E ASSISTENTE DEL DISTACCO DI VALANGHE – Modulo 2B
📌Corso di specializzazione e aggiornamento per operatore del distacco artificiale di valanghe – abilitazione all’utilizzo di DaisyBell®- Modulo 2B1
📌Corso di specializzazione ed aggiornamento per operatore del distacco artificiale di valanghe – modulo teorico e pratico sui sistemi di distacco mediante esplosivi e le cariche pirotecniche – Modulo 2B2
📌DIRETTORE DELLE OPERAZIONI – Modulo 2c
📌RESPONSABILE DELLA SICUREZZA – Modulo 2D
📌Osservatore nivologico specializzato in rilievi itineranti – Modulo 2ri
📌AGGIORNAMENTO OSSERVATORE NIVOLOGICO

Per visionare le schede descrittive dei percorsi ed effettuare la preadesione vi invitiamo a visitare la sezione dedicata all’Alta Formazione Professioni Montane sul sito www.formont.it
https://www.formont.it/centri_operativi/montane/

Maestri di sci, deontologia professionale e social media: scripta manent… anche sul web…

Con la modifica del codice di deontologia professionale mediante introduzione del nuovo articolo 9 bis anche i maestri di sci codificano una generica regola di condotta per l’utilizzo dei mezzi di comunicazione virtuale…

L’articolo recita: “Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione e di comunicazione sociale, ivi inclusi i social network, il maestro deve usare cautela in ossequio all’obbligo di riservatezza nei confronti dell’allievo in modo particolare in presenza di minori. Nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione sociale, ivi inclusi i social network, il maestro deve, in ogni caso, agire con rispetto e considerazione e preservare l’immagine e il decoro della professione, assicurando l’osservanza dei doveri e il rispetto degli obblighi indicati nel presente codice deontologico nei rapporti con gli allievi, con il collegio, con i colleghi, con le scuole di sci, con le pubbliche autorità̀ e con enti, associazioni e organizzazioni turistiche.”

La norma si pone l’ambizioso obiettivo di moderare l’uso irrazionale dei social network, spesso adoperati per diffondere pensieri “come se si dialogasse con un amico davanti ad un caffè o nel corso di una comunicazione privata”, senza la dovuta considerazione per la diffusività e le potenzialità lesive che il mezzo può attribuire allo scritto… quando si posta qualcosa, questa esce dalla nostra sfera di esclusività per divenire “pubblica” anche quando il profilo utilizzato sia configurato come privato. Si pensi alle possibilità di ripostate il pensiero, commentarlo, reagire…

Sul punto occorre segnalare come siano già parecchie le decisioni degli organi disciplinari della professione che si sono occupate della tematica e che sono state parte della spinta all’introduzione della nuova norma.

L’auspicio e la ratio della novella integrativa al codice deve rinvenirsi proprio nell’intento di sensibilizzare i Maestri ad un utilizzo virtuoso di questi, potentissimi, mezzi di comunicazione.